Consiglio d’Europa - Comitato dei ministri
Comunicato stampa
Chișinău, 15 maggio 2026
La dichiarazione è stata adottata per consenso durante la sessione annuale del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa a Chișinău, Repubblica di Moldova.
“Questa dichiarazione è un segnale molto forte e molto gradito del fermo sostegno di cui godono la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Corte di Strasburgo fra tutti i nostri 46 Stati membri”, ha dichiarato il Segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset.
“L’aspetto ancora più importante è che siamo stati in grado di unire paesi di tutta Europa con punti di vista ed esperienze diversi attorno a una visione comune di come il sistema potrebbe funzionare al meglio, in particolare nel difficile contesto della migrazione. In futuro, questo aiuterà a guidare il nostro lavoro come anche quello delle autorità e delle giurisdizioni nazionali.”
L’Europa ribadisce il suo impegno a favore del sistema della Convenzione
La dichiarazione sottolinea lo straordinario contributo del sistema della Convenzione alla protezione e alla promozione dei diritti umani e dello Stato di diritto in Europa, nonché il suo ruolo centrale nel garantire la sicurezza democratica e la pace in tutto il continente.
Il testo riafferma l’impegno profondo e costante degli Stati membri a favore della Convenzione e il loro sostegno all’indipendenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. Nota inoltre la necessità di trovare un equilibrio tra i diritti individuali e l’interesse collettivo.
La dichiarazione enuncia una serie di principi fondamentali alla base del sistema nel suo insieme. Sottolinea che gli Stati sono i primi responsabili dell’attuazione della Convenzione, mentre la Corte di Strasburgo interviene in ultima istanza per assicurare la salvaguardia dei diritti e delle libertà delle persone laddove questi non siano garantiti a livello nazionale.
Il controllo degli ingressi e dei soggiorni rimane un diritto dei paesi
Per quanto riguarda in particolar modo la migrazione, la dichiarazione nota che esistono importanti e complesse sfide legate alla migrazione in diversi Stati del Consiglio d’Europa e che non affrontare tali sfide in modo adeguato potrebbe indebolire la fiducia pubblica nel sistema.
La dichiarazione evidenzia che gli Stati hanno un innegabile diritto sovrano di controllare gli ingressi e i soggiorni dei cittadini stranieri e che per gli Stati è sia un obbligo sia una necessità proteggere le loro frontiere conformemente alla Convenzione.
Parti specifiche della dichiarazione trattano le tutele garantite dall’articolo 3 (proibizione della tortura e di pene o trattamenti inumani o degradanti) e dall’articolo 8 (diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione.
Le sfide legate alla strumentalizzazione della migrazione da parte di attori ostili, le sfide poste da arrivi in massa e processi decisionali appropriati sono altri temi trattati nella dichiarazione, come anche i nuovi approcci previsti, quali i “centri di rimpatrio”, per affrontare e potenzialmente scoraggiare la migrazione irregolare.
Un’ultima parte sottolinea l’importanza di mantenere un dialogo aperto, informato e costruttivo all’interno del sistema e di comunicare in modo tale da rafforzare la fiducia pubblica e la fiducia nel quadro della Convenzione nel suo insieme.
I negoziati che hanno portato alla dichiarazione di oggi sono stati avviati durante una conferenza informale dei ministri del Consiglio d’Europa, tenutasi lo scorso dicembre su iniziativa del Segretario generale Berset presso la sede dell’Organizzazione a Strasburgo.
Allegati
Testo originale della Dichiarazione (inglese) - (File PDF - 440 KB)
Estratto su questioni specifiche relative alla migrazione (traduzione in italiano) - (File PDF - 60 KB)