< Torna all’indice di ricerca

Risultati della ricerca per: “Visto d'ingresso/Schengen/respingimento”

Sono state trovate 281 decisioni - pagina Pagina 8 di 29

11/4/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
Ai fini della concessione del visto per lavoro autonomo, l’assunzione come “procacciatore di affari” (e non come “socio amministratore”) non è riconducibile ad alcuna figura societaria tra quelle previste dall’art. 26 d.lgs. n. 286/1998, dall’allegato A al d.i. n. 850/2011 e dall’art. 3 del d.p.c.m. 11.12.2014, c.d. decreto flussi, e non consente dunque l’accoglimento della domanda dell’interessato.Tar Lazio, sez. III ter, 11 aprile 2017, 4461(n. 287) Sul ricorso numero di registro generale 8462 del 2015, proposto da: (Omissis), rappresentato e difeso dall'avvocato Marco D...
Tar Lazio, sez. III ter, 11 aprile 2017, 4461

9/3/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il diniego di visto per motivi di affari, per il quale non è necessario l’obbligo di motivazione secondo quanto previsto dall’art. 4 comma 2 d.lgs. n. 286/98, è, comunque, giustificato poiché: a) prima dell’adozione del provvedimento di diniego il ricorrente è stato informato della necessità di integrare la documentazione presentata per la richiesta del visto (con bonifico per il pagamento dello spazio espositivo presso la fiera d’interesse) ma non ha adempiuto; b) durante l’intervista, il ricorrente ha dichiarato di non saper parlare la lingua inglese, senza riuscire a spiegare...
Tar Lazio, sez. III ter, 9 marzo 2017, n. 3309

7/3/2017 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 1 del codice dei visti (regolamento (CE) n. 810/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009) deve essere interpretato nel senso che una domanda di visto con validità territoriale limitata presentata da un cittadino di un paese terzo per motivi umanitari, sulla base dell’articolo 25 del codice in parola, presso la rappresentanza dello Stato membro di destinazione situata nel territorio di un paese terzo, con l’intenzione di presentare, dal momento dell’arrivo in tale Stato membro, una domanda di protezione internazionale e, pertanto, di soggiornare in de...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, 7 marzo 2017, C‑638/16

3/3/2017 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
Il d.lgs. n. 289 del 1998 indica come casi particolari di ingresso in Italia fuori dalle cosiddette quote quelli relativi a ballerini, artisti e musicisti da impiegare come lavoratori subordinati presso locali di intrattenimento (art. 27, lettera n), mentre l’art. 40, comma 15, del regolamento di attuazione dello stesso testo unico (d.P.R. n. 394/1999), relativamente all’ingresso dei lavoratori autonomi, limita il rilascio del visto inferiore a 90 giorni al di fuori delle quote ai soli “artisti” che effettuano prestazioni di lavoro autonomo di breve durata.Le altre categorie del mondo ...
Consiglio di Stato, sez. IV, 3 marzo 2017, n. 1000

16/2/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’inattendibilità delle informazioni fornite dall’interessato circa lo scopo e le condizioni del soggiorno, le significative carenze nella documentazione (atto di nascita e certificato di matrimonio), presentata a supporto della richiesta di visto e la comunicazione telefonica intervenuta con la moglie dello straniero (che, più anziana di 20 anni, ha riferito di avere conosciuto il marito su internet e non ha inteso comprovare il viaggio in India nel corso del quale avrebbe conosciuto il coniuge) fondano l’accertamento dell’esistenza del “rischio migratorio” che osta al rilascio ...
Tar Lazio Roma, sez. III ter, 16 febbraio 2017, n. 2489

16/2/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’art. 8 comma 3 d.P.R. n. 394 del 1999 stabilisce che lo straniero, il cui documento di soggiorno sia scaduto da non più di sessanta giorni e che ne abbia chiesto il rinnovo nel rispetto dei termini, per rientrare nel territorio dello Stato, è tenuto a munirsi di visto di reingresso, rilasciato dalla rappresentanza diplomatica o consolare italiana nel Paese di provenienza, previa esibizione del documento scaduto. Il predetto termine di sessanta giorni non si applica unicamente nei confronti dello straniero che si è allontanato dal territorio nazionale per adempiere agli obblighi militari...
Tar Lazio Roma, sez. III ter, 16 febbraio 2017, n. 2491

3/2/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
Solo lo straniero richiedente il visto è abilitato a reagire avverso la determinazione che gli impedisca di entrare in Italia, mentre l’impugnazione del diniego da parte di soggetto diverso dal destinatario del diniego integra gli estremi di una non consentita ipotesi di sostituzione processuale, poiché tale soggetto intende far valere nel processo non il proprio ma l’interesse legittimo dello straniero. In particolare, così come va esclusa la legittimazione a ricorrere del soggetto invitante, nell’ipotesi di diniego di visto per turismo, dell’azienda ospitante nell’ambito di un p...
Tar Lazio Roma, sez. III ter, 3 febbraio 2017, n. 1844

3/2/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’atto amministrativo (nel caso di specie: il rigetto dell’istanza per il rilascio di visto di ingresso in Italia per residenza elettiva) non è invalido solo perché privo di sottoscrizione, se la sua riferibilità all’organo amministrativo (nel caso di specie: Consolato generale d’Italia a Los Angeles) titolare del potere nel cui esercizio esso è adottato può essere desunta dal contesto dell’atto stesso. La mancata indicazione del termine e dell’Autorità cui presentare il relativo ricorso può costituire, al più, motivo per disporre la rimessione in termini in caso di tardivi...
Tar Lazio, sez. III Ter, 3 febbraio 2017, n. 1808

1/2/2017 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
L’interessato non può invocare l’applicabilità dell’art. 5, comma 5, del d.lgs. n. 286 del 1998, con conseguente obbligo da parte della Questura di tenere conto delle sopravvenienze nelle more della decisione sull’istanza di rinnovo del permesso di soggiorno, poiché tali sopravvenienze (il reperimento in limine di un’occasione di lavoro) certamente rilevano ai fini di una prognosi di auto sostentamento quando le carenze pregresse del requisito reddituale siano dovute a cause non imputabili al cittadino straniero e non quando quest’ultimo abbia scientemente e strumentalmente simu...
Consiglio di Stato, sez. III, 1 febbraio 2017, n. 432

1/2/2017 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il ricorso presentato al giudice amministrativo per l’annullamento del provvedimento di rigetto dell’istanza di visto d’ingresso per familiare al seguito è manifestamente inammissibile per difetto di giurisdizione, rientrando, infatti, la materia nell’ambito applicativo dell’art. 30, comma 6, del d.lgs. n. 286 del 1998, il quale attribuisce espressamente all’autorità giudiziaria ordinaria le questioni relative a qualsivoglia provvedimento “in materia di diritto all’unità familiare”, prescrivendo che, in questi casi, l’interessato possa proporre l’opposizione disciplina...
Tar Lazio, sez. III Ter, 1 febbraio 2017, n. 1631