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Risultati della ricerca per: “Visto d'ingresso/Schengen/respingimento”

Sono state trovate 281 decisioni - pagina Pagina 4 di 29

29/8/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 8, paragrafo 4, lettera d), e l’articolo 32, paragrafo 3, del codice dei visti (regolamento n. 810/2009, come modificato dal regolamento n. 610/2013), devono essere interpretati nel senso che, qualora esista un accordo bilaterale di rappresentanza in forza del quale le autorità consolari dello Stato membro rappresentante (Svizzera) sono autorizzate ad adottare le decisioni di rifiuto di visto per conto dello Stato membro rappresentato (Paesi Bassi), spetta alle autorità competenti dello Stato membro rappresentante decidere sui ricorsi proposti contro una decisione di rifiuto d...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza del 29 luglio 2019 nella causa C 680/17

8/8/2019 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
Il diniego del visto d’ingresso per motivi di affari adottato nei confronti dello straniero inserito nel SIS da uno Stato membro Schengen resta legittimo anche se in epoca successiva, a seguito di presentazione di nuova domanda, il visto sia stato concesso essendo venute meno le ragioni ostative (revoca della segnalazione dal SIS). (Lo straniero aveva impugnato il diniego ed il TAR Lazio aveva annullato il provvedimento in quanto nel frattempo la segnalazione era stata revocata; nonostante il MAECI abbia poi rilasciato il visto, non sussistendo più il motivo ostativo, ha comunque coltivato ...
Consiglio di Stato, sez. IV, 8 agosto 2019, n. 05639

5/8/2019 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
L’esame della domanda del visto d’ingresso si fonda sull’autenticità e affidabilità dei documenti presentati nonché sull’audizione del richiedente, per valutarne l’affidabilità delle dichiarazioni; entrambe le attività sono rivolte a fronteggiare il cd. “rischio migratorio”. Non può essere annullato il provvedimento che ha rigettato il visto d’ingresso, per la cui valutazione della domanda non si è proceduto all’audizione del richiedente né alla comunicazione di avvio del procedimento, quando è palese, dalla documentazione prodotta (o meglio non prodotta) sulla situa...
Consiglio di Stato, sez. II, 5 agosto 2019, n. 05531

8/5/2019 - Italiana - Amministrativo - Consiglio di Stato
La previsione dell’art. 4, comma 6, TUI, secondo cui “non possono fare ingresso in Italia nel territorio dello Stato e sono respinti alla frontiera gli stranieri espulsi, salvo che abbiano ottenuto la speciale autorizzazione”, fa riferimento all’autorizzazione speciale che può essere rilasciata unicamente dal Ministero dell’interno, mentre non hanno rilevanza il nulla osta all’ingresso rilasciato dallo Sportello immigrazione della Prefettura e il visto d’ingresso rilasciato dall’Ambasciata, prima che sia trascorso il termine di divieto di reingresso nel territorio nazionale di...
Consiglio di Stato, sez. III, 8 maggio 2019, n. 2992

30/4/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
Le domande di visto d’ingresso Schengen è sottoposta a verifica da parte delle autorità consolari che, in presenza delle condizioni ostative ex art. 21, par. 3, lett. d), cod. visti (il richiedente è considerato una minaccia per l’ordine pubblico, la sicurezza interna o la salute pubblica, o per le relazioni internazionali di uno degli Stati membri e, in particolare, è oggetto di segnalazione ai fini della non ammissione nelle banche dati nazionali degli Stati membri per gli stessi motivi), possono respingere l’istanza di visto limitandosi a riportare la motivazione standardizzata di...
TAR Lazio, sez. III ter, 30 aprile 2019, n. 05448

12/4/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
Il diniego del visto d’ingresso turistico a due cittadini iraniani presso l’Ambasciata italiana ad Astana è legittimato dal riscontro dell’incongruenza temporale tra la data di scadenza del permesso di soggiorno in Kazakhistan e quella in cui dichiaravano di volervi fare rientro, data che oltrepassava il termine di residenza legale nel Paese. Tale incongruenza giustifica i dubbi dell’autorità consolare circa la reale intenzione dei due richiedenti di lasciare il territorio dell’Italia (o degli altri Paesi membri UE) al termine del loro viaggio turistico, con conseguente diniego dei...
TAR Lazio, sez. III-ter, 12 aprile 2019, n. 04819

19/3/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
L’articolo 2, paragrafo 2, lettera a), della direttiva 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 dicembre 2008, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, in combinato disposto con l’articolo 32 del regolamento (UE) 2016/399 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, che istituisce un codice unionale relativo al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone (codice frontiere Schengen), deve essere interpretato nel senso che non si applica al caso ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza 19 marzo 2019, causa C-444/17

18/3/2019 - Italiana - Amministrativo - TAR
L’aspetto formale della mancanza dello specifico visto per residenza elettiva in capo alla ricorrente, titolare invece di visto per turismo, può ritenersi elemento recessivo, se il ricorrente, abbia dimostrato il possesso di ampie risorse economiche, e la disponibilità abitativa.TAR Lombardia, sez. I, 18 marzo 2019, n. 00590(n. 333) Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia(Sezione Prima)ha pronunciato la presente  SENTENZA sul ricorso proposto da  X.Y., rappresentato e difeso dagli avvocati Luca Sala e Laura Orsino, con domicilio digitale come da PEC da Registri di Giustiz...
TAR Lombardia, sez. I, 18 marzo 2019, n. 00590

21/2/2019 - Italiana - Civile - Merito
Le documentate condizioni di salute del minore straniero, l’impossibilità del medesimo di essere adeguatamente e rapidamente operato nel paese di origine [Nigeria] e in quello di transito [Libia], stanti le gravi condizioni di insicurezza di tale paese, nonché la necessità di ricomporre l’unità familiare, specie in presenza delle peculiari condizioni di salute nelle quali si trova, evidenziano la sussistenza di una condizione di particolare vulnerabilità del minore e giustificano, alla luce della natura fondamentale delle garanzie in questione, l’urgente concessione del visto di ing...
Tribunale di Roma, sez. diritti della persona e immigrazione, 21 febbraio 2019

21/2/2019 - Italiana - Civile - Merito
Al minore privo di documenti che si trova in Libia ma identificato dall’OIM, in considerazione della natura dei diritti fondamentali posti a fondamento della domanda di ricongiungimento formulata dalla madre regolarmente soggiornante in Italia con permesso di soggiorno per motivi umanitari, può essere rilasciato un visto d’ingresso in Italia per urgenti motivi umanitari ai sensi dell’art. 25 Regolamento CE 810/09 (Codice dei visti). Le condizioni di salute del minore e il perdurare della lontananza dalla madre possono certamente tradursi in un pregiudizio irreparabile per il minore stes...
Tribunale ordinario di Roma, sez. diritti della persona e immigrazione, 21 febbraio 2019