Indice di recerca: Unione europea - Cooperazione giudiziaria penale e civile

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12/12/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In materia di MAE, la nozione di “autorità emittente” (art. 6, par.1, decisione quadro 2002/584/GAI) comprende i magistrati della procura di uno Stato membro incaricati dell’esercizio dell’azione pubblica e posti sotto il controllo gerarchico di un superiore se il loro status ne garantisce l’indipendenza, segnatamente dal potere esecutivo, nell’ambito del procedimento di emissione del MAE.I requisiti inerenti alla tutela giurisdizionale effettiva di cui deve beneficiare l’individuo oggetto del MAE sono soddisfatti qualora il diritto nazionale dello Stato emittente preveda che le...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. I, sentenza 12 dicembre 2019 nelle cause riunite C-566/19 PPU e C-626/19 PPU

28/11/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
In materia di mandato d’arresto europeo, l’Autorità giudiziaria dello Stato di esecuzione non può disattendere in base a generiche censure le informazioni richieste e ufficialmente comunicate dalle Autorità dello Stato emittente volte ad escludere la sussistenza di un rischio reale di trattamento inumano e degradante dell’individuo oggetto del MAE in caso di consegna a tale Paese, che va apprezzato nella sua attualità. Non è pertanto censurabile la decisione di consegnare il condannato alla Romania, alla luce del miglioramento delle condizioni detentive generali in detto Stato, né ...
Corte di cassazione, sez. V penale, 28 novembre 2019, n. 48396

6/11/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La condizione del radicamento in Italia del ricercato ai fini del rifiuto dell’esecuzione del MAE, emesso ai fini dell’espiazione della pena, rileva esclusivamente in quanto strettamente connessa ai diritti e alle libertà assicurate ai cittadini degli Stati membri dal diritto dell’Unione europea. Ne consegue che il motivo di rifiuto di cui all’art. 18, lett. r), l. 69/2005 è invocabile solo dai cittadini italiani e dai cittadini europei. Non dà dunque luogo a censure di legittimità della decisione sulla consegna l’omesso esame del radicamento in Italia del cittadino di uno Stato ...
Corte di cassazione, sez. VI, 6 novembre 2019, n. 45190

31/10/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
La situazione critica delle carceri belghe determinata dagli scioperi degli agenti penitenziari attestata nel 2017 e nel 2018 dal Comitato per la prevenzione della tortura del Consiglio d’Europa prospetta un rischio serio di trattamenti inumani e degradanti per i detenuti. Viola pertanto l’art. 18, lett. h), l. 69/2005 il giudice che disponga la consegna verso il Belgio dell’individuo oggetto del MAE senza aver preventivamente ottenuto dall’amministrazione penitenziaria di tale Paese le informazioni che gli consentano di escludere la sussistenza in concreto del predetto rischio. Nella ...
Corte di cassazione, sez. VI, 31 ottobre 2019, n. 44397

15/10/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di Giustizia dell'Unione Europea
In tema di mandato d’arresto europeo e procedure di consegna tra Stati membri, l’autorità giudiziaria dell’esecuzione è tenuta a verificare le condizioni di detenzione degli istituti penitenziari dello Stato membro emittente al fine di valutare se esistano seri e comprovati motivi di ritenere che, a seguito della sua consegna al suddetto Stato membro, la persona oggetto di un mandato d’arresto europeo correrà un rischio reale di essere sottoposta a un trattamento inumano o degradante, ai sensi dell’articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali. In particolare occorre tener conto...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 15 ottobre 2019, nella causa C 128/18

10/10/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
Per il reato rispetto al quale non v’è giurisdizione italiana e per il quale non ha proceduto l’autorità italiana, non è possibile considerare nel periodo di espiazione della pena per altro reato commesso e giudicato in Italia il periodo trascorso in detenzione all’estero in forza del trasferimento temporaneo conseguente all’esecuzione di un mandato di arresto europeo. In virtù del principio secondo cui “in tema di fungibilità della pena, in tanto è possibile computare la detenzione patita in uno Stato straniero, in quanto essa sia relativa ad un fatto-reato per cui si è proce...
Corte di cassazione, sez. I, 10 ottobre 2019, n. 41659

5/9/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
L’articolo 3, lettere a) e d), e l’articolo 5 del regolamento n. 4/2009 devono essere interpretati nel senso che, quando un giudice di uno Stato membro è investito di un ricorso contenente tre domande riguardanti, rispettivamente, il divorzio dei genitori di un figlio minore, la responsabilità genitoriale su tale minore e l’obbligazione alimentare nei confronti di quest’ultimo, il giudice che si è pronunciato sul divorzio e che si è dichiarato incompetente a statuire sulla domanda relativa alla responsabilità genitoriale dispone tuttavia di una competenza a statuire sulla domanda ...
Corte di giustizia dell’Unione europea, sez. III, sentenza del 5 settembre 2019, nella causa C‑468/18

18/7/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
MAE. Per integrare la causa di rifiuto della consegna dell’imputato allo Stato membro richiedente, la nozione di "residenza" che viene in considerazione presuppone l'esistenza di un radicamento reale e non estemporaneo dello straniero nello Stato. Vanno considerati la legalità della presenza in Italia, l'apprezzabile continuità temporale e stabilità della stessa, la distanza temporale tra quest'ultima e la commissione del reato e la condanna conseguita all'estero, la fissazione in Italia della sede principale, anche se non esclusiva, e consolidata degli interessi lavorativi, familiari ed ...
Corte di cassazione, sez. VI, 18 luglio 2019, n. 32404

5/6/2019 - Italiana - Penale - Cassazione
L’obbligo di traduzione del mandato d’arresto europeo previsto dall’art. 7 della l. 69/200, si riferisce unicamente a tale provvedimento e non sussiste anche per gli ulteriori atti compiuti nell’ambito del procedimento estero, traduzione da richiedere da parte dell’interessato esclusivamente alla competente autorità giudiziaria dello Stato di emissione del mandato.Corte di cassazione, sez. VI, 5 giugno 2019, n. 25071(n. 338) SENTENZA sul ricorso proposto da: L. C. nato il 21/01/1974 a Giulianova (Teramo) avverso la ordinanza dell'8/04/2019 della Corte di appello di Bologna visti gli...
Corte di cassazione, sez. VI, 5 giugno 2019, n. 25071

27/5/2019 - Europea - Diritto dell'Unione europea - Corte di giustizia dell’Unione europea
La nozione di «autorità giudiziaria emittente», ai sensi dell’articolo 6, paragrafo 1, della decisione quadro 2002/584/GAI del Consiglio, del 13 giugno 2002, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra Stati membri, come modificata dalla decisione quadro 2009/299/GAI del Consiglio, del 26 febbraio 2009, dev’essere interpretata nel senso che essa non ricomprende le procure di uno Stato membro, come la Germania, che siano esposte al rischio di essere soggette, direttamente o indirettamente, a ordini o a istruzioni individuali da parte del potere esecutivo, qua...
Corte di giustizia dell’Unione europea, Grande sezione, sentenza del 27 maggio 2019 nelle cause riunite C 508/18 e C 82/19